VERGOGNA!

Siglati uno dopo l’altro ben due accordi su Roma:

i confederali firmano senza neanche rispettare gli

ordini del giorno fatti da loro stessi votare in assemblea

Dopo mesi di attesa e di silenzio, con quella che a ragione può essere definita una vera e propria trattativa lampo (due soli incontri con ETI, e solo 2 brevi riunioni interne della RSU, al margine di questi due incontri con ETI), il 21 settembre la RSU della Direzione Generale e della DCCT di Roma ha sottoscritto la proposta di accordo fatta da ETI, per le sedi centrali di Roma, col solo voto contrario del nostro delegato RSU. Alla base di questa decisione, ovviamente, la posizione assunta da CGIL, CISL e UIL locali che, da sole, contano 8 delegati su 10 (3 dei quali anche segretari confederali locali).

Cinque giorni dopo anche i 4 delegati confederali della RSU del CRTS di Roma (ex MT), sottoscrivono un accordo identico. Insieme a loro firmano questo accordo anche i rappresentanti territoriali di 3 sigle nazionali, ossia CSA, UIL e CISL: il rappresentante territoriale CISL è il sig. Scalmani, uno dei firmatari, in qualità di delegato RSU, anche dell’accordo del 21.

Dunque in soli 6 giorni ETI e Confederali hanno "felicemente" risolto la questione degli accordi di attuazione del piano di ristrutturazione di 2 delle 3 sedi ETI di Roma (la terza, il Deposito, affronterà la questione degli esuberi da solo nei primi mesi del 2001). Davvero una soluzione lampo per quella che da tutti, (firmatari compresi) è stata definita la trattativa più importante e complessa della storia sindacale dei Monopoli di Roma.

* * * * *

La RSU della DG e i confederali sarebbero quindi riusciti - secondo loro - nella straordinaria impresa di strappare un buon accordo in pochi giorni, e senza bisogno di conflittualità alcuna! Se così è, vale la pena di analizzarne in dettaglio i contenuti, per trarne i dovuti insegnamenti per il futuro:

MA PERCHÉ TUTTO QUESTO? PER CAPIRLO RITENIAMO NECESSARIO CERCARE DI RISPONDERE AD ALCUNE DOMANDE.

Cosa ci ha guadagnato ETI? La risposta è facile. Primo: ETI aveva bisogno di un accordo locale rapido e senza troppi vincoli, non solo per evitare di dover fare troppe concessioni a Roma, ma anche per avere la strada spianata rispetto a tutti gli altri accordi locali che seguiranno a breve, e per i quali, in situazioni occupazionali molto diverse da quella di Roma, si prospettano ben altre difficoltà. La fretta a firmare era in realtà dell’ETI, ma i confederali hanno abilmente presentato la cosa come se l’interesse a chiudere il più presto possibile (senza sottilizzare troppo sui contenuti…) fosse solamente dei lavoratori. Secondo: sia il funzionario che, per conto delle Finanze, ha firmato l’accordo, sia Nastasi per l'ETI, hanno dichiarato esplicitamente che il collocamento cittadino non poteva essere messo nero su bianco, perché altrimenti lo avrebbero voluto anche nelle altre città (es. a Catania si sa già che almeno 80 lavoratori non potranno essere ricollocati, e resteranno in M.T., per ora). Pretendere nero su bianco la sicurezza della ricollocazione in ambito cittadino (salvo diversa richiesta degli interessati) sarebbe stata una clausola che – oltre a rappresentare una maggiore garanzia anche per gli esuberi della prima fase a Roma – avrebbe costituito un precedente positivo per gli esuberi della seconda fase e per ogni altro accordo locale; ma evidentemente questo fatto ovvio non rientra nei pensieri dei delegati di CGIL, CISL e UIL (che senza dubbio si meritano un grazie dai lavoratori delle M.T. a rischio!). Terzo: ETI con la promessa (a mò di carota) della seconda fase, attenua lo scontento di quanti non vogliono rimanere nella S.p.A. e non saranno ahimè nella lista degli esuberi, ma al contempo non si impegna in alcun modo né sul quanti, né sul dove. Quarto: di fatto ETI riesce a spezzare la vertenza in 2 (una prima fase concordata e una seconda ancora tutta da definire). Quinto: ETI ottiene la firma senza dover concedere nulla rispetto ai problemi di chi rimane, né in materia di condizioni e carichi di lavoro, né in materia di diritti della RSU (che finora ETI ha sistematicamente ignorato) e questo fatto era tutt’altro che inevitabile e scontato. Sesto: ETI riesce con questo accordo a saltare la questione dei criteri di individuazione degli esuberi (come vedremo meglio tra breve): sarà l'ETI, che ha ottenuto carta bianca dalla RSU, a scegliere chi rimane e chi va via! Settimo: grazie alla firma della RSU, l'ETI, pur non rispettando i criteri per le liste di mobilità previsti per legge, incassa lo sconto del 50% sui contributi dovuti al fondo per la mobilità, circa 500 milioni (ved. art. 5 della legge 223/1991).

Cosa ci ha guadagnato la RSU? Per spiegarcelo dobbiamo fare una premessa: sia le leggi vigenti, (molte, tra le quali la n° 223 del 1991, richiamata anche dal nostro decreto legislativo 283/98), sia gli accordi sindacali in materia di esuberi, (anche un recente protocollo d'intesa del 20 luglio 2000 per una ristrutturazione simile alla nostra, sempre riguardante lavoratori statali, sempre in esecuzione della medesima Legge Bassanini), lo dicono chiaramente: l'azienda deve indicare solo il proprio fabbisogno, e quindi per differenza il numero degli esuberi specificando da subito qualifiche e profili, mentre I CRITERI PER DARE A QUESTI LAVORATORI UN NOME SONO OGGETTO DI CONTRATTAZIONE. La legge stessa dice anche che in assenza di accordo tra azienda e RSU gli esuberi vanno individuati su graduatorie redatte in base ai carichi di famiglia, la situazione reddituale e, ma solo in fondo, le esigenze tecnico-produttive. Ci sono poi leggi che danno la precedenza agli invalidi, ecc. (tutti criteri trasparenti e facilmente controllabili). Notate: oggi, alla M.T. di Bari, la RSU (non avendo trovato un accordo al suo interno sulla scelta dei criteri) sta aspettando indicazione dalle OO.SS. nazionali sui criteri da seguire per scegliere i nomi, sia dei 40 lavoratori che saranno messi in esubero da ETI e andranno a lavorare all’autoparco, sia dei 15 che andranno in "service" a lavorare all'Ispettorato. DIRE QUINDI CHE ETI S.P.A. NON ERA TENUTA A CONCORDARE DEI CRITERI È FALSO. Però la RSU, a cui tutto ciò è perfettamente noto, ha firmato un accordo in cui accetta che i nomi li faccia ETI, punto e basta. Perché? La risposta va ricercata tra due sole possibili soluzioni: o i componenti della RSU sono sprovveduti, cosa cui noi non crediamo, oppure hanno preferito lasciare formalmente carta bianca all'ETI, e in realtà contrattare sottobanco sulla lista di nomi.

Alla luce di quanto accaduto diventano anche più chiari i motivi per cui i delegati CGIL CISL e UIL della RSU della DG hanno deciso nel recente passato:

Ma non bastano i 91 esuberi a giustificare l’accordo? L’unico punto positivo di quest’accordo sono i 91 esuberi. Ma è chiaro che, grosso modo, era il numero deciso da ETI sin dall’inizio. Solo persone poco serie possono infatti ritenere plausibile che ETI abbia deciso l’aumento degli esuberi da 74 (al di là della propaganda questo era il numero già previsto nella sede di Roma, CRTS escluso, dal piano industriale) a 91 non perché fosse questo il numero che aveva già in mente, ma per il timore di possibili prove di forza da parte di una RSU come quella della DG! Inoltre il numero effettivo potrebbe risultare sensibilmente minore, se - come è stato esplicitamente affermato per il CRTS - nel numero indicato nell'accordo fossero compresi lavoratori che, pur risultando ufficialmente distaccati all'ETI, già prestano servizio a vario titolo presso altri luoghi di lavoro.

Cosa ci hanno rimesso i lavoratori? E’ chiaro, a questo punto, cosa questo accordo vergognoso rappresenti per i lavoratori (e non solo quelli di Roma, ma anche quelli delle vertenze successive). Si poteva ottenere un accordo dignitoso, pur nel quadro negativo di questa privatizzazione e ristrutturazione, con alcune garanzie per tutti gli esuberi, sia di prima che di seconda fase, con numeri e destinazioni certe da subito, con un controllo sui carichi di lavoro in base ai quali ETI ha deciso il numero, e con criteri trasparenti per la loro individuazione, come per le altre sedi. Inoltre si poteva cercare di affrontare in prima battuta alcune questioni connesse a chi rimane, e magari porre, come condizioni per l’accordo, delle clausole di rispetto dei diritti sindacali e del ruolo della RSU, ruolo che ETI ha finora sistematicamente ignorato. Di fatto, dopo quest’accordo, fare sindacato in ETI significherà partire da condizioni ancora più difficili.

E adesso cosa succederà? L'ETI rivelerà i nomi, (quando lo riterrà opportuno) e invierà a tutti quelli messi in esubero una lettera, con l'avviso che, qualora si possiedano i requisiti previsti dall'accordo del 3/8/2000, si potrà - entro un termine stabilito - presentare domanda per ottenere gli incentivi previsti. Il numero dei prepensionamenti dipenderà quindi da quante persone con i requisiti l'ETI deciderà di mettere in esubero.

La lista di tali lavoratori, defalcata da coloro che avranno fatto domanda, passerà poi al Ministero delle Finanze che, finalmente, "entro 15 giorni" (dice l'accordo: si, ma da quando?) comincerà a vedere con la RSU, ma solo allora (mentre ovviamente andava verificato prima della firma), dove questi lavoratori possono essere ricollocati. In tale fase si vedrà anche se sia necessaria l'effettuazione di corsi di riqualificazione professionale (es. per il personale operaio).

Cosa si può fare in questa situazione? La vertenza è sostanzialmente compromessa. Tuttavia si può:

1) come minimo, fare in modo che non si ripeta lo schifo degli accordi sottobanco e, almeno in sede di assegnazione dei posti disponibili nella P.A., si proceda alla formazione di graduatorie su criteri che garantiscano la massima trasparenza (qualcuno sfacciatamente già tenta di dire che la RSU si era impegnata a contrattare solo questi criteri, e non quelli che dovevano portare all'individuazione dei lavoratori da mettere in esubero!). Le graduatorie per l'assegnazione dei posti sono necessarie perché non tutti i posti sono uguali, e le differenze, anche economiche, possono essere consistenti, malgrado l'assegno integrativo che manterrà i suoi effetti per poco tempo, in quanto destinato ad essere riassorbito;

2) presentare il nostro ricorso legale per non rimanere in nessun caso all'ETI (N.B.: garantiamo questa possibilità a tutti e a prezzi politici).

Roma, 28/9/2000.

Collettivo di Base lavoratori AAMS/ETI di Roma I delegati RSU eletti nelle liste SLAI-Cobas

(Liste SLAI-Cobas) Alessandro Scatolini (DG) - Antonio Mirante (IC Roma)

R.S.U. DIREZIONE GENERALE E D.C.C.T. DI ROMA

ORDINE DEL GIORNO del 20 settembre 2000

L’assemblea dei lavoratori ex D.G. ed ex D.C.C.T. distaccati presso la sede centrale dell’E.T.I. tenutasi in data odierna presso il C.R.T.S., dopo aver ascoltato la relazione, la approva e dà conseguentemente mandato alla R.S.U. di sottoscrivere con l’E.T.I. l’accordo sugli esuberi a condizione che esso contenga esplicite certezze, oltre che sul numero degli esuberi, su:

Roma 20.9.2000 R.S.U. D.G. E D.C.C.T. DI ROMA

[nota: letto e approvato in assemblea]


R.S.U. – C.R.T.S. ROMA

ORDINE DEL GIORNO Del 22 settembre 2000

L’assemblea dei lavoratori del CRTS di Roma, riunitasi in data odierna al fine di valutare lo stato delle trattative in corso con l’Azienda sugli esuberi di personale; ascoltata la relazione dei propri rappresentanti, vincola la firma dell’accordo in questione ai seguenti principi fondamentali.

  1. Individuazione dei relativi profili professionali inerenti al personale in esubero;
  2. Puntuale mappatura della ricollocazione del personale posto in esubero, certificata dal rappresentante del ministero delle finanze presente all’atto della firma;
  3. Successiva trattativa con l’Azienda, da effettuarsi nei prossimi mesi e comunque prima della ratifica del contratto collettivo nazionale di lavoro E.T.I. S.p.A., al fine di individuare ulteriori esuberi derivanti dalle future riorganizzazioni aziendali previamente esplicitate a questa R.S.U.

Roma 22.9.2000 R.S.U. CRTS ROMA

[nota: letto, distribuito e approvato in assemblea]

VERBALE di ACCORDO

Il giorno 21 settembre 2000 presso la sede centrale dell’E.T.I. S.p.A.

Si sono incontrati

L’E.T.I. S.p.A. rappresentata dal Dr. Emanuele Nastasi, il Dr. Antonio Cassano ed il Dr. Nunzio Caputi con la presenza del Ministero delle Finanze rappresentato da Bernardo Coccoli

E

la RSU DG e DCCT della sede di Roma rappresentata da Pierluigi Talamo, Roberto Lollobrigida, Matteo Diana, Giosuè Corriere, Claudio Neroni, Oliviero Armida, Aldo Liccardi, Antonio Ceci, Alessandro Scatolini e Pierluigi Scalmani

Premesso che

ai sensi e per gli effetti dell’art. 4 del Decreto Legislativo n.283/98 le parti hanno analizzato l’iter da seguire per definire le eccedenze di personale della sede centrale di Roma DG e della DCCT.

Dopo ampia e approfondita analisi dei fabbisogni aziendali a seguito del nuovo modello organizzativo di cui l’ETI si sta dotando ed a seguito della prevista cessazione dell’attività della DCCT, tenuto conto di quanto rappresentato dalle RSU, le parti concordano quanto segue:

L’ETI si attiverà a segnalare al Ministero delle Finanze eventuali richieste specifiche dei lavoratori tendenti ad una collocazione in sedi diverse da quella della provincia di Roma ad esclusione delle provincie interessate da analoghi processi che determinano esuberi.

Le parti concordano di incontrarsi entro i primi mesi del 2001 per una ulteriore fase negoziale a seguito del consolidamento del modello organizzativo della sede di Roma prima dei definitivi trasferimenti all’ETI s.p.a..

L’ETI acquisirà, secondo le procedure concordate le richieste di incentivi all’esodo per definire una lista di mobilità verso la Pubblica Amministrazione.

Le parti concordano di avviare entro i successivi 15 giorni gli incontri con il Ministero delle Finanze per valutare le proposte di ricollocazione del personale di cui al presente accordo, le caratteristiche professionali richieste dal Ministero e definire gli eventuali criteri per la formulazione delle graduatorie di mobilità a parità del possesso dei requisiti professionali definiti dal Ministero.

L.C.S.

Ente tabacchi Italiani S.p.A.

Emanuele Nastasi, Antonio Cassano, Nunzio Caputi

Il Ministero delle Finanze

Bernardo Coccoli

RSU DG e DCCT di Roma

Pierluigi Talamo, Roberto Lollobrigida, Matteo Diana, Giosuè Corriere, Claudio Neroni, Oliviero Armida, Aldo Liccardi, Antonio Ceci, Pierluigi Scalmani

[nota: il delegato RSU Alessandro Scatolini spiega i motivi per i quali non firma l'accordo, ma non ottiene di aggiungere una dichiarazione a verbale]

VERBALE di ACCORDO

Il giorno 26 settembre 2000 presso la sede dell’E.T.I. S.p.A. si sono incontrati

L’E.T.I. S.p.A. rappresentata dal Dr. Emanuele Nastasi, il Dr. Antonio Cassano, il Dr. Riccardo Mazzei ed il Dr. Nunzio Caputi alla presenza del Ministero delle Finanze rappresentato dal Dr. Renato Acconcia

e

la RSU CRTS della sede di Roma, rappresentata dai Sigg.ri Luigi Caponnetto Ernesto Fazi, Mauro Massimi, Francesco Oppedisano, unitamente alle OO.SS. Territoriali rappresentate dai Sigg.ri Raffaele La macchia, Roberto Magrelli, Ugo Rispoli e Pierluigi Scalmani.

Premesso che

ai sensi e per gli effetti dell’art. 4 del Decreto Legislativo n.283/98 le parti hanno analizzato l’iter da seguire per definire le eccedenze di personale del CRTS di Roma.

Le parti, dopo ampia e approfondita analisi dei fabbisogni aziendali, a seguito del nuovo modello organizzativo di cui l’ETI si sta dotando, e tenuto conto di quanto rappresentato dalle rappresentanze sindacali, concordano quanto segue:

L’ETI si attiverà per segnalare al Ministero delle Finanze eventuali richieste dei lavoratori tendenti ad una collocazione in sedi diverse da quella della provincia di Roma ad esclusione delle provincie interessate da analoghi processi che determinino esuberi.

Le parti concordano di incontrarsi entro i primi mesi del 2001 per una ulteriore fase negoziale a seguito del consolidamento del modello organizzativo del CRTS di Roma, e comunque prima dei definitivi trasferimenti all’ETI S.p.A.

L’ETI acquisirà, secondo le procedure concordate le richieste di incentivi all’esodo per definire una lista di mobilità verso la Pubblica Amministrazione.

Le parti concordano di avviare entro i successivi 15 giorni gli incontri con il Ministero delle Finanze per valutare le proposte di ricollocazione del personale di cui al presente accordo, le caratteristiche professionali richieste dal Ministero e definire gli eventuali criteri per la formulazione delle graduatorie di mobilità a parità del possesso dei requisiti professionali definiti dal Ministero.

Le parti si danno atto che è stata compiutamente esperita la procedura di consultazione sindacale per la gestione delle eccedenze.

L.C.S.

Ente tabacchi Italiani S.p.A.

Emanuele Nastasi, Antonio Cassano,Riccardo Mazzei, Nunzio Caputi

Il Ministero delle Finanze

Renato Acconcia

RSU CRTS di Roma

Luigi Caponnetto, Ernesto Fazi, Mauro Massimi, Francesco Oppedisano

OO.SS. Territoriali

Raffaele La Macchia, Roberto Magrelli, Ugo Rispoli, Pierluigi Scalmani